
Benedetto Menzini
Benedetto Menzini nacque a Firenze nel 1646 in condizioni economiche disagiate e dovette i propri studi al sostegno del marchese Gianvincenzo Salviati. Divenuto professore di eloquenza a Firenze, non riuscì a ottenere la cattedra sperata all'Università di Pisa e si trasferì nel 1685 a Roma, dove trovò protezione presso la regina Cristina di Svezia, attorno alla quale si riuniva un circolo di letterati che avrebbe dato origine all'Accademia dell'Arcadia; in quel contesto adottò lo pseudonimo di Euganio Libade. Dopo la morte della sovrana attraversò un periodo di grandi difficoltà economiche, superato grazie all'aiuto del cardinale Gian Francesco Albani, che gli procurò un canonicato e un incarico di insegnamento alla Sapienza. Nel periodo di maggiore fortuna compose le sue opere principali, tra cui le «Poesie liriche», il poema epico incompiuto «Paradiso terrestre», l'«Accademia Tusculana», ispirata a Iacopo Sannazzaro, e le «Satire» in terza rima, genere in cui si distinse per l'asprezza polemica. Morì a Roma nel 1704, lasciando un'opera che lo colloca tra i maggiori poeti satirici…
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