
Bernardo Accolti
Nato ad Arezzo nel 1458, detto l'Unico Aretino, fu poeta, drammaturgo e nobile tra i più celebrati del tardo Rinascimento italiano, apprezzato interprete della lirica amorosa di stampo petrarchesco. Cresciuto a Firenze e trasferitosi poi a Roma, coltivò legami cortigiani con alcune delle principali nobildonne dell'epoca, come Isabella d'Este ed Elisabetta Gonzaga, muse della sua produzione poetica, che comprende la commedia «Virginia», tratta dal Decameron, sonetti d'amore, gli «Strambotti» e il poemetto religioso «Ternale in laude della Vergine Maria». Esiliato più volte da Firenze per la sua fedeltà ai Medici e coinvolto in intrighi politici, viaggiò come poeta itinerante nelle principali corti italiane, da Milano a Napoli, accompagnando i propri versi con il liuto. Sostenitore di papa Leone X, ambì a un'ascesa sociale che culminò nell'acquisto del ducato di Nepi, del quale si rivelò tuttavia pessimo amministratore, perdendone il controllo e rovinandosi finanziariamente. Morì a Roma nel 1535, in condizioni di povertà e con la mente indebolita.

