
Carlo Troya
Nato a Napoli nel 1784 da famiglia di origine in parte tedesca, Carlo Troya si laureò in legge e rifiutò un incarico nell'amministrazione murattiana. Compromesso agli occhi delle autorità borboniche per la collaborazione alla rivista liberale «Minerva napolitana» durante i moti del 1820-21, fu poi intendente in Basilicata e conobbe l'esilio tra il 1824 e il 1826. Tornato a Napoli si dedicò soprattutto alla ricerca storica sul Medioevo e agli studi danteschi, stringendo amicizia con Giacomo Leopardi; nel 1844 fu tra i fondatori della Società storica napoletana, di cui fu presidente. Vicino al movimento neoguelfo che auspicava una confederazione italiana sotto la guida morale del papa, l'11 febbraio 1848 Ferdinando II gli affidò la carica di primo ministro costituzionale del Regno delle Due Sicilie: il suo governo inviò un corpo di spedizione in Lombardia a sostegno di Carlo Alberto, ma l'esperienza si chiuse già il 15 maggio 1848 con lo scioglimento del parlamento da parte del sovrano. Morì a Napoli nel 1858; tra le sue opere principali figurano la «Storia d'Italia del medio-evo» e…
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