
Cecco Angiolieri
Nato a Siena nel 1260 da una famiglia benestante legata alla nobiltà cittadina, fu poeta italiano contemporaneo di Dante Alighieri, di cui si sa relativamente poco a livello biografico se non attraverso multe e provvedimenti giudiziari che ne testimoniano una vita turbolenta, dedita al gioco, ai vizi e alla dilapidazione del patrimonio paterno. Combatté come alleato dei fiorentini nella battaglia di Campaldino del 1289, dove è possibile abbia incontrato lo stesso Dante; con lui intrattenne una tenzone poetica, di cui restano solo i sonetti composti da Cecco, che testimoniano toni polemici e infine una rottura tra i due. Nei circa 110 sonetti a lui attribuiti, non tutti di sicura paternità, diede voce a un personaggio inquieto e ribelle, in aperta rottura con gli ideali raffinati del Dolce stil novo: con toni sarcastici e dissacranti celebrò la lussuria, il vino e il gioco, maledicendo la famiglia e il mondo intero. Tra i suoi componimenti più celebri restano «S'i' fosse foco» e «Tre cose solamente mi so 'n grado». Morì a Siena tra il 1310 e il 1313.

