
Diodata Saluzzo Roero
Rosa Ignazia Diodata Saluzzo Roero nacque a Torino nel 1774 da una famiglia legata alla cultura scientifica piemontese; cominciò a comporre versi già a dodici anni, ottenendo presto l'apprezzamento di letterati come Ugo Foscolo, Vittorio Alfieri e Vincenzo Monti. Formatasi con maestri di rilievo della cultura torinese, a vent'anni pubblicò il poema epico «Amazzoni» e in seguito «Rovine», elogiato da Alessandro Manzoni. Fu accolta nell'Accademia dell'Arcadia con il nome di Glaucilla Eurotea e, nel 1801, prima donna nella storia dell'istituzione, entrò a far parte dell'Accademia delle Scienze di Torino. Sposò nel 1799 il conte Ignazio Massimiliano Roero di Revello, rimasto vedovo pochi anni dopo. Con la Restaurazione conobbe un lento declino di popolarità, che affrontò dedicandosi a composizioni ispirate a grandi figure femminili del passato, come Erminia, Tullia e Ipazia, e alla tragedia storica «Il castello di Binasco» (1823). Le sue poesie furono raccolte e pubblicate postume nel 1843. Morì a Torino nel 1840, lasciando un'opera che ne fece una delle voci poetiche femminili più…



