
Domenico Lazzarini
Nato nel 1668 nel castello di Morro, presso Macerata, da nobile famiglia, Domenico Lazzarini fu umanista, filologo e presbitero italiano, formatosi presso i Gesuiti fino a conseguire, appena diciannovenne, i titoli dottorali in filosofia, teologia e giurisprudenza. Studiò a fondo gli autori italiani del Cinquecento insieme ai classici greci e latini, raggiungendo una notevole padronanza delle tre lingue. Insegnò diritto civile e poi diritto canonico all'Università di Macerata, contribuendo alla rinascita dell'Accademia dei Catenati e alla fondazione, a Roma, dell'Accademia dell'Arcadia. Ordinato sacerdote, svolse incarichi giudiziari ecclesiastici a Perugia, Roma e Bologna, prima di ottenere nel 1710 la prestigiosa cattedra di eloquenza greca e latina all'Università di Padova, che mantenne per il resto della vita. Il suo carattere polemico gli procurò numerose inimicizie, tra cui quella con Scipione Maffei, che criticò aspramente le sue opere teatrali «Ulisse il giovane» e «Tobia». Gran parte della sua produzione letteraria è andata perduta nel tempo. Morì a Padova nel 1734…
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