
Evelina Cattermole
Nata a Firenze da padre scozzese e madre pianista, Evelina Cattermole crebbe in un ambiente colto, studiando musica e lingue fin da bambina e perfezionandosi a Parigi presso il Sacré-Cœur. Sposò nel 1871 l'ufficiale Francesco Eugenio Mancini, con cui si trasferì prima a Napoli e poi a Milano, dove animò un proprio salotto e frequentò gli ambienti della Scapigliatura, stringendo amicizia con Arrigo Boito ed Emilio Praga. La sua vita fu segnata da una relazione clandestina che il marito scoprì nel 1875, dando origine a uno scandalo che travolse la sua reputazione mondana. Fu proprio con lo pseudonimo Contessa Lara che firmò la parte più significativa della sua produzione letteraria, spaziando tra poesia e prosa, comprese novelle in cui rievocò con toni autobiografici la propria infanzia. Esordì nel 1867 con la raccolta «Canti e Ghirlande», accolta con freddezza dalla critica più autorevole ma rivelatrice di un temperamento sensibile, formatosi alla scuola dei poeti romantici. Morta a Roma nel 1896, resta una delle figure femminili più originali e controverse della vita culturale…

