
Francesco Albergati Capacelli
Nato a Bologna nel 1728, il marchese Francesco Albergati Capacelli ricoprì incarichi nelle istituzioni cittadine ma dedicò gran parte del tempo e del patrimonio all'arte drammatica, facendo costruire teatri privati sia nella tenuta di Zola Predosa sia nella residenza bolognese, dove metteva in scena rappresentazioni scritte da lui stesso. Fu amico di Vittorio Alfieri e corrispondente di Voltaire, e intrattenne con Carlo Goldoni un fitto scambio epistolare prezioso per ricostruire la storia del teatro italiano del secondo Settecento. La sua vita privata fu turbolenta: sposatosi tre volte, fu accusato di aver ucciso per gelosia la seconda moglie e dovette fuggire da Zola Predosa nel 1785, tornandovi solo dopo diversi anni. Tra le sue opere principali figurano la raccolta «Nuovo Teatro Comico» e la commedia «Le convulsioni»; tradusse inoltre testi teatrali francesi, tra cui la «Fedra» di Racine. Morì a Zola Predosa nel 1804 ed è sepolto nella Certosa di Bologna.
1 libro

