
Francesco Berni
Nato a Lamporecchio, in Valdinievole, Francesco Berni si trasferì giovanissimo a Roma presso il cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena, entrando in contatto con il fervido umanesimo della città. Costretto ad allontanarsi da Roma nel 1523, forse per uno scandalo legato alla sua vita privata, tornò dopo l'elezione di Clemente VII al servizio di Gian Matteo Giberti, uomo di rigorosi principi che influenzò profondamente la sua maturazione letteraria, spingendolo verso l'abbandono della poesia oscena giovanile in favore di componimenti satirici più controllati. Visse in prima persona il devastante Sacco di Roma del 1527, di cui lasciò una testimonianza drammatica in alcune ottave aggiunte al proprio rifacimento dell'«Orlando innamorato» di Boiardo. Dal suo stile arguto e irriverente, capace di trasformare argomenti comuni o addirittura triviali in materia poetica raffinata, nacque un genere letterario che porta ancora oggi il suo nome, il capitolo bernesco. Trascorse gli ultimi anni al servizio del cardinale Ippolito de' Medici, in un ambiente di letterati che ne imitavano lo stile. Morì…

