
Gianfrancesco Pico della Mirandola
Nato nel 1469, probabilmente a Mirandola, Gianfrancesco II Pico era nipote del celebre filosofo Giovanni Pico della Mirandola, di cui scrisse una biografia nel 1496. Signore di Mirandola e conte di Concordia in periodi alterni della sua vita, dovette affrontare le contese familiari con i fratelli, che nel 1502 lo imprigionarono costringendolo a cedere temporaneamente i propri domini. Come filosofo, si oppose con vigore alla cultura classica pagana in nome del cristianesimo, criticando aspramente Aristotele e il pensiero tomista in opere come l'«Examen vanitatis doctrinae gentium». Fu seguace di Girolamo Savonarola, di cui tentò invano di ottenere l'assoluzione e del quale scrisse poi una biografia dopo la condanna a morte. Vicino alle posizioni scettiche di Pirrone e Sesto Empirico, negò la validità dei sillogismi e dell'induzione, sostenendo che solo la fede, e non la ragione umana, potesse condurre alla verità ultima. Tra i suoi scritti figurano anche il «Libro detto strega o delle illusioni del demonio», dedicato alle possessioni demoniache, e diversi trattati sulla provvidenza…
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