
Giovanni Berchet
Poeta, scrittore, traduttore, patriota e politico, nacque a Milano nel 1783 e morì a Torino nel 1851, figura di primo piano del Romanticismo italiano. Figlio di un commerciante di tessuti, si dedicò da giovane alla traduzione di opere poetiche e narrative straniere prima di scrivere, nel 1816, la «Lettera semiseria di Grisostomo», il manifesto che più di ogni altro definì i contenuti e il linguaggio della nuova letteratura romantica italiana, rivolta non più a un pubblico accademico ma alla borghesia in cerca di sentimenti reali ed espressi con semplicità. Collaborò a «Il Conciliatore» e aderì alla Carboneria, partecipando ai moti del 1821: costretto all'esilio, visse a Parigi, Londra e in Belgio, dove compose i suoi poemetti più noti, tra cui «I profughi di Parga». Rientrato in Italia nel 1845, prese parte alle Cinque giornate di Milano del 1848 e, riparato in Piemonte dopo la sconfitta della prima guerra d'indipendenza, fu eletto al Parlamento subalpino poco prima di morire.

