
Leo Ferrero
Nato a Torino nel 1903, figlio dello storico Guglielmo Ferrero e della scrittrice Gina Lombroso, Leo Ferrero crebbe tra Torino e Firenze in un ambiente intellettuale di primissimo piano, mostrando fin da adolescente una spiccata passione per il teatro e la lingua francese. Collaborò con importanti riviste letterarie italiane e straniere, tra cui «Il Baretti» di Piero Gobetti e «Solaria», di cui fu tra i promotori, sostenendo la necessità di una letteratura italiana capace di impegno morale e sociale. La posizione apertamente antifascista del padre coinvolse l'intera famiglia, costantemente sorvegliata dalla polizia politica, vicende che Ferrero raccontò con ironia nel «Diario di un privilegiato sotto il fascismo», pubblicato postumo. Laureatosi nel 1927 con una tesi su Leonardo da Vinci, si trasferì a Parigi nel 1928, dove frequentò intellettuali come André Gide e Paul Valéry e scrisse il saggio «Léonard de Vinci ou l'oeuvre d'art». Ottenuta una borsa di studio negli Stati Uniti per una ricerca sugli indiani del Nuovo Messico, morì a Santa Fe nel 1933 in un incidente…
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