
Luigi Ambrosini
Nato a Fano nel 1883, studiò a Bologna sotto la guida di Giosuè Carducci e, dopo la laurea nel 1906, intraprese la carriera giornalistica presso il quotidiano torinese «La Stampa». Polemista vivace e sostenitore delle posizioni di Giovanni Giolitti, si trovò in aperto contrasto con il fascismo nascente nel primo dopoguerra, tanto da subire minacce da parte di esponenti squadristi. Curò l'epistolario dello scrittore Renato Serra e pubblicò diverse raccolte di saggi e prose polemiche, tra cui «Fra Galdino alla cerca» e «Teste di legno contemporanee», oltre a un volume dedicato ad Ariosto e ad altri autori minori della tradizione letteraria italiana. Morì a Torino nel 1929, a soli quarantasei anni; con amara ironia della sorte, il giornale a cui aveva dedicato tutta la propria vita professionale, ormai passato sotto controllo diverso, non dedicò alla sua scomparsa nemmeno una riga, se non l'annuncio funebre a pagamento voluto dalla famiglia. La sua opera resta testimonianza di un giornalismo colto e appassionatamente engagé nella temperie politica dei primi decenni del Novecento.
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