
Luigi Capranica
Nato a Roma nel 1821 nella nobile famiglia Capranica, discendente dei marchesi del Grillo, fu in gioventù guardia nobile del papa prima di esordire nel 1848 come drammaturgo con opere di soggetto risorgimentale. Nel 1849 sostenne attivamente la Repubblica Romana, combattendo in sua difesa, e dopo la restaurazione papale fu costretto all'esilio, prima a Venezia, dove partecipò alle fasi finali dell'insurrezione locale, poi a Milano. Dopo l'insuccesso di un dramma scritto durante il soggiorno veneziano abbandonò il teatro per dedicarsi alla poesia e soprattutto al romanzo storico e patriottico, genere in cui trovò la propria cifra più autentica con opere come «Giovanni dalle Bande Nere», «Fra Paolo Sarpi» e «Papa Sisto». Nei suoi romanzi, giudicati già dai contemporanei un po' anacronistici nello stile, emerge sempre un chiaro intento patriottico, che esalta figure italiane positive contrapposte a un'immagine spesso negativa di papi ed ecclesiastici, in una temperie narrativa che i critici hanno accostato più a Dumas che a Manzoni. Morì a Milano nel 1891.
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