
Petronilla Paolini Massimi
Nata a Tagliacozzo nel 1663, unica figlia del conte Francesco Paolini, Petronilla rimase orfana di padre in tenera età e fu data in sposa a soli dieci anni, con speciale dispensa papale, al quarantenne marchese Francesco Massimi: un matrimonio infelice che le impose per anni di rinunciare alla scrittura. Dopo aver messo al mondo tre figli, nel 1690 lasciò il marito ritirandosi in convento, dove poté finalmente dedicarsi agli studi e alla poesia, pur dovendo affrontare anni di ristrettezze economiche e la lontananza forzata dai figli, incluso Domenico, morto giovane senza che lei potesse assisterlo. Il tribunale le negò nel 1697 il riconoscimento della separazione, ma sul piano letterario ottenne l'ammissione all'Accademia degli Insensati di Perugia, agli Infecondi e all'Arcadia di Roma, dove fu nota come Fidalma Partenide. Solo dopo la morte del marito, nel 1707, poté finalmente disporre liberamente della propria vita e dei propri beni. Autrice di oratori sacri, sonetti e componimenti d'occasione, morì a Roma nel 1726: la sua opera è oggi letta anche come testimonianza della…
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