
Stefano De Franchi
Nato a Genova nel 1714, noto anche con lo pseudonimo di Micrilbo Termopilatide, fu un nobile patrizio considerato uno degli ultimi poeti della Repubblica di Genova. Scrisse opere in lingua genovese, tra cui la raccolta «Ro chittarrin, o sæ, strofoggi dra Muza» (1772) e una versione in vernacolo di alcuni canti della «Gerusalemme liberata» del Tasso, oltre a commedie tradotte dal francese. È ricordato soprattutto per lo scritto introduttivo alla sua raccolta poetica, nel quale difese la dignità della lingua genovese, all'epoca considerata un idioma corrotto rispetto al francese o al toscano letterario. A differenza di altri difensori del genovese, più concentrati sulla critica dei costumi, De Franchi adottò un approccio razionale, sostenendo che l'assenza di vocabolari organici non significasse affatto povertà lessicale della lingua, anticipando così la stagione successiva di studi e dizionari dedicati al dialetto ligure. Morì a Genova nel 1785.

