
Cabiria: Visione storica del terzo secolo A. C.
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Il libro
Cartagine in fiamme, il tempio di Moloch che reclama vittime infantili, la piccola Cabiria salvata da uno schiavo gigante e da un misterioso romano infiltrato tra i nemici di Roma: sullo sfondo della seconda guerra punica, Gabriele D'Annunzio compone il libretto poetico che accompagnò uno dei capolavori del cinema muto italiano, il "Cabiria" di Giovanni Pastrone del 1914. Annibale che valica le Alpi "nato in tutt'arme", Archimede e i suoi specchi ustori, Scipione e la tragica Sofonisba: figure storiche e leggendarie si muovono in un affresco di potenza visionaria, scandito da didascalie che sono esse stesse poesia epica, dense di invocazioni solenni e immagini di fuoco e distruzione. Non un semplice commento alle immagini, ma un testo autonomo che fissa per la prima volta lo stile e il lessico del kolossal storico italiano, inaugurando un genere che avrebbe influenzato il cinema mondiale. Un documento imprescindibile per comprendere l'incontro tra letteratura dannunziana e nascente arte cinematografica.
L’autore
Nato a Pescara nel 1863 da una famiglia borghese benestante, Gabriele D'Annunzio manifestò fin da adolescente un'ambizione e un talento fuori dal comune: ancora studente al collegio Cicognini di Prato, scrisse una lettera al celebre poeta Giosuè Carducci, e nel 1879 il padre finanziò la sua prima raccolta di versi, Primo vere, che ottenne subito successo anche grazie a un'abile trovata pubblicitaria dello stesso autore. Soprannominato il Vate e l'Immaginifico, occupò una posizione dominante nella letteratura italiana tra il 1889 e il 1910 e nella vita politica dal 1914 al 1924, diventando il simbolo del decadentismo e dell'estetismo nazionale. La sua produzione spaziò dalla poesia al romanzo, dal teatro al giornalismo, esercitando un'influenza tale sui costumi dell'epoca da dare origine al termine dannunzianesimo. Figura chiave della prima guerra mondiale e del nazionalismo italiano, fu insignito nel 1924 dal re Vittorio Emanuele III del titolo di Principe di Montenevoso. È stato definito uno degli ultimi grandi interpreti della tradizione poetica italiana, capace di lasciare un segno profondo tanto nella cultura quanto nella politica del proprio tempo. Morì nel 1938 nella sua residenza sul Garda, il Vittoriale, a Gardone Riviera.
Scheda
- Autore
- Gabriele D'Annunzio
- Collana
- I Sempreverdi
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 17
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2414






