
Della guerra nazionale d'insurrezione per bande, applicata all'Italia: Trattato dedicato ai buoni Italiani da un amico del Paese
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Il libro
Un trattato clandestino nato dalla convinzione che l'Italia possa liberarsi dallo straniero non con eserciti regolari ma con la guerra per bande, insurrezionale e diffusa. Scritto in pieno clima cospirativo alla vigilia dei moti del 1831, il testo si rivolge direttamente agli italiani con un linguaggio infuocato, quasi da manifesto, denunciando secoli di servitù e indicando nella tattica della guerriglia lo strumento per rovesciare i dominatori austriaci e i loro alleati. L'autore analizza rapporti di forza, alleanze internazionali e diffidenze storiche verso Francia e Inghilterra, componendo un vero manuale di strategia rivoluzionaria che unisce riflessione politica e indicazioni pratiche di conduzione militare irregolare. Testo fondamentale per comprendere la cultura cospirativa risorgimentale prequarantottesca, influenzò generazioni di patrioti e teorici dell'insurrezione popolare. Una testimonianza diretta di come, nell'Italia divisa e occupata dell'Ottocento, la teoria della lotta armata popolare abbia trovato una delle sue prime e più organiche formulazioni.
L’autore
Nato a Cuneo nel 1795, figlio dell'avvocato Giambattista Bianco, fatto conte di Saint-Jorioz, iniziò gli studi giuridici prima di essere avviato alla carriera militare nei Dragoni del Re durante la Restaurazione. Le sue idee liberali lo portarono a cospirare con i patrioti e a diventare uno dei promotori dei moti del 1821, come membro della Giunta Provvisoria; dopo il fallimento dell'insurrezione fu condannato a morte in contumacia e costretto a fuggire in Spagna, dove combatté con le forze rivoluzionarie prima di riparare, tra arresti e fughe, a Gibilterra, in Grecia e a Malta. Fu proprio a Malta che scrisse il trattato «Della guerra nazionale d'insurrezione per bande», ispirato alla guerriglia antifrancese vissuta in Spagna. Con la rivoluzione di Parigi del 1830 si trasferì in Francia, dove fondò la società segreta degli Apofasimeni ispirandosi a Filippo Buonarroti e tentò di organizzare più spedizioni insurrezionali; a Marsiglia conobbe Mazzini e aderì alla Giovane Italia, pur senza instaurare con lui un rapporto di piena sintonia.
Scheda
- Autore
- Carlo Bianco
- Collana
- I Sempreverdi
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 444
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2503






