
Diritti dell'Anima
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Il libro
In una villa signorile della Brianza, tra mobili vecchi ma non logori, si consuma un dramma familiare fatto di silenzi, sospetti e lettere che bruciano di segreti. Paolo, Mario, Anna e Maddalena si muovono in uno spazio ristretto che diventa il teatro di conflitti profondi: gelosie taciute, affetti fraterni messi alla prova, verità che qualcuno vorrebbe cancellare gettandole nel camino. Giuseppe Giacosa, maestro del teatro borghese italiano di fine Ottocento, costruisce in un atto solo una tensione psicologica sottile, dove ogni battuta pesa e ogni gesto - persino il semplice atto di bruciare delle carte - diventa carico di significato. Rappresentata per la prima volta a Verona nel 1894 e dedicata ad Antonio Fogazzaro, questa commedia esplora con eleganza e misura i confini tra dovere morale e libertà interiore, i «diritti dell'anima» che danno il titolo all'opera. Un piccolo gioiello del teatro da camera italiano, elegante e mai gridato.
L’autore
Nato nel 1847 a Colleretto Parella, nel Canavese, da una famiglia di avvocati e notabili locali, Giuseppe Giacosa fu drammaturgo, scrittore e librettista tra i più affermati del suo tempo. Laureatosi in legge a Torino nel 1868, preferì presto dedicarsi alla poesia e al teatro, frequentando con assiduità i salotti torinesi. Tra il 1872 e il 1904 scrisse venticinque opere teatrali che gli valsero fama e successo in Italia, in Europa e in America, passando da drammi di ambientazione storica come «Una partita a scacchi» a opere di impronta più naturalista come «Tristi amori» e «Come le foglie», in cui indagò con toni misurati il disagio morale della borghesia. Diresse la scuola di recitazione dell'Accademia dei filodrammatici a Milano e fu, dal 1901 fino alla morte, direttore del supplemento letterario «La Lettura» del «Corriere della Sera». Il suo contributo più duraturo alla cultura internazionale fu però quello di librettista: in collaborazione con Luigi Illica scrisse i testi delle opere che Giacomo Puccini compose tra il 1893 e il 1904, «La bohème», «Tosca» e «Madama Butterfly». Fu amico personale di Giuseppe Verdi e di numerosi protagonisti della cultura italiana del suo tempo. Morì nel 1906 nella stessa Colleretto Parella dove era nato.
Scheda
- Autore
- Giuseppe Giacosa
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Teatro e drammaturgia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 31
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2370






