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Il libro
Nelle ultime notti di carnevale, la marchesa Alberti siede pallida davanti allo specchio mentre la cameriera le acconcia i capelli, quando l'arrivo improvviso e turbato del marito, in abito da maschera, apre una crepa nell'apparente quiete coniugale. Da questo istante di tensione trattenuta si dipana un romanzo di passioni mondane e disillusioni sentimentali, ambientato tra Firenze e i salotti dell'alta società, dove un giovane marchesino attraversa amori, gelosie non dette e silenzi che pesano più delle parole. Tra promesse di scrivere mai mantenute, incontri rimandati e un «broncio» reciproco che nessuno dei due osa rompere per primo, la vicenda racconta con lucidità impietosa i meccanismi dell'amore borghese, fatto di convenienze, orgoglio ferito e desiderio mai del tutto confessato. Verga scava nell'animo dei suoi personaggi con la consueta capacità di svelare, dietro l'eleganza delle forme, la fragilità e la solitudine di chi cerca nell'amore un senso che continua a sfuggirgli.
L’autore
Nato a Catania nel 1840 da una famiglia borghese di antiche origini nobili, Giovanni Verga è considerato il maggiore esponente del verismo, la corrente letteraria italiana ispirata al naturalismo francese. Esordì con romanzi d'avventura sulla scia di Dumas padre, per poi dedicarsi a opere di tema passionale come «Storia di una capinera». Trasferitosi a Firenze nel 1869 e successivamente a Milano, entrò in contatto con i circoli letterari cittadini e strinse amicizia con Arrigo Boito e Giuseppe Giacosa. Con la novella «Rosso Malpelo», preceduta da «Nedda», diede avvio alla sua nuova maniera verista, portata a compimento nei due grandi romanzi «I Malavoglia» (1881) e «Mastro-don Gesualdo» (1889), pensati come parte di un più ampio «Ciclo dei Vinti» rimasto incompiuto. La sua scrittura, spoglia e diretta, mira a far scomparire la voce dell'autore lasciando che i fatti si sviluppino da sé, raccontando le vicende di poveri e ricchi accomunati dalla lotta quotidiana per la vita. Si dedicò anche al teatro, adattando alcune sue novelle: la più celebre, «Cavalleria rusticana» (1880), divenne dieci anni dopo l'opera lirica di Pietro Mascagni. Nominato senatore del Regno nel 1920, morì a Catania, sua città natale, nel 1922.
Scheda
- Autore
- Giovanni Verga
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Narrativa letteraria
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 172
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2735






