
I manifesti del futurismo
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Il libro
«Avevamo vegliato tutta la notte, i miei amici ed io, sotto lampade di moschea dalle cupole di ottone traforato»: così si apre il primo, dirompente manifesto del futurismo, pubblicato su Le Figaro nel febbraio del 1909 e destinato a scardinare per sempre le convenzioni dell'arte europea. Filippo Tommaso Marinetti raccoglie in questo volume i testi fondativi del movimento che rivoluzionò poesia, pittura, musica e scultura in nome della velocità, della macchina e della rottura con ogni tradizione: dal manifesto fondatore alle dichiarazioni di pittori come Boccioni, Carrà e Balla, dall'arte dei rumori di Russolo alle parole in libertà, fino ai contributi di Palazzeschi e delle prime voci femminili dell'avanguardia. Provocatorio, ironico, spesso volutamente eccessivo, il linguaggio dei manifesti futuristi esprime un'energia dirompente e una fiducia quasi religiosa nel progresso e nella modernità. Un documento fondamentale per comprendere una delle avanguardie artistiche più influenti del Novecento, capace ancora oggi di sorprendere per la sua audacia visionaria.
Scheda
- Autore
- F. T. Marinetti
- Collana
- I Sempreverdi
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 164
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2207






