
Note di un viaggio in Persia nel 1862
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Il libro
Nel 1862, mentre l'Italia appena unita cerca il proprio posto tra le potenze europee, il giovane zoologo Filippo De Filippi si unisce a una straordinaria ambasciata diplomatica diretta in Persia. Da questo viaggio nasce un resoconto che unisce l'occhio dello scienziato naturalista a quello del narratore curioso, capace di cogliere paesaggi aridi e sorprendenti oasi di verde, città esotiche e costumi lontanissimi dall'Europa, in un'epoca in cui il Medio Oriente restava per la maggior parte degli italiani un territorio quasi immaginario. Tra osservazioni geografiche, note sulla scarsità d'acqua che condanna la Persia alla sterilità e impressioni di viaggio vivide e personali, De Filippi restituisce un ritratto insieme scientifico e letterario di terre allora pressoché sconosciute. Un classico della memorialistica di viaggio ottocentesca, testimonianza preziosa del modo in cui l'Italia post-risorgimentale guardava verso l'Oriente.
L’autore
Nato a Milano il 20 aprile 1814, si laureò in medicina a Pavia, dove divenne assistente di zoologia. Nel 1840 si trasferì a Milano per tenere lezioni di zoologia, mineralogia e geologia al Museo Civico, per poi essere chiamato nel 1848 all'Università di Torino, dove ereditò la cattedra di zoologia dal predecessore Giuseppe Gené, di orientamento marcatamente fissista. Ribaltandone le posizioni, sviluppò in quel periodo importanti lavori di zoologia sistematica, embriologia e anatomia comparata, che lo resero uno dei naturalisti italiani più in vista dell'epoca. Nel 1862 partecipò a una missione scientifico-diplomatica in Persia insieme a Michele Lessona e Giacomo Doria, esperienza da cui trasse una pubblicazione sulle nuove specie di vertebrati raccolte durante il viaggio. Nel 1865 fu invitato a imbarcarsi come naturalista sulla pirocorvetta Magenta per una circumnavigazione, ma non poté portarla a termine: nel gennaio 1867, gravemente malato di fegato, fu sbarcato a Hong Kong, dove morì pochi giorni dopo. La sua cattedra e la direzione del Museo di Torino passarono all'allievo e amico Michele Lessona, con il quale aveva già pubblicato nel 1864 un curioso volume divulgativo intitolato «Ore perdute».
Scheda
- Autore
- Filippo De Filippi
- Collana
- I Sempreverdi
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 397
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2295






