
Poesie
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Il libro
Giovanni Bartolomeo Casaregi appartiene alla stagione a cavallo fra Sei e Settecento, quando la lirica toscana rielaborava con brio la tradizione bacchica e mitologica. La sua produzione più caratteristica è una corona di sonetti di ispirazione classicheggiante e dionisiaca, incentrati sulle vicende di Aci, Galatea e Polifemo e sull'elogio scherzoso del vino come dio consolatore d'ogni pena. Con verve giocosa e sapiente maestria metrica, il poeta anima scene di gelosia pastorale, ubriacature comiche di Sileno e invocazioni al « dolce vin, mia Dea », alternando il registro burlesco a quello più meditativo e persino sentenzioso sui moti dell'animo. Le immagini sono vivide e movimentate, il tono arguto e teatrale, in linea con quel gusto arcadico-anacreontico che rinnovava la lirica leggera del primo Settecento. Queste pagine restituiscono una poesia colta e divertita, sospesa fra mitologia, satira e filosofia epicurea del piacere e dell'oblio.
L’autore
Nato a Genova nel 1676, Giovanni Bartolomeo Casaregi fu membro dell'Accademia della Crusca e dell'Accademia Fiorentina, oltre che lettore di filosofia morale presso lo Studio fiorentino e tra i fondatori dell'Arcadia genovese. Fervente ammiratore ed imitatore di Petrarca, ne prese le difese dalle critiche mossegli da Ludovico Antonio Muratori nel trattato «Della perfetta poesia italiana», dimostrando una solida cultura letteraria unita a spirito polemico. Su incoraggiamento dell'erudito Anton Francesco Gori tradusse in italiano il «De partu Virginis» di Jacopo Sannazaro, e curò per conto dell'Accademia della Crusca lo spoglio lessicale dell'opera del predicatore Paolo Segneri, contribuendo così alla codificazione della lingua letteraria italiana. La sua opera più celebre e originale resta tuttavia il ciclo dei dodici sonetti polifemici, ispirati a un fortunato motivo tratto dalle «Metamorfosi» di Ovidio, che gli valsero fama tra i letterati del proprio tempo. Fratello di Giuseppe Casaregi, visse la maggior parte della propria esistenza tra Genova e Firenze, città dove morì nel 1755, lasciando una produzione poetica che lo colloca tra i protagonisti minori ma raffinati della cultura arcadica italiana.
Scheda
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Poesia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 14
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-3278






