
Scritti politici
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Il libro
Gli anni tumultuosi tra il 1847 e il 1849, quando l'Italia si affacciava alle prime esperienze costituzionali, trovano in questa raccolta una delle testimonianze più lucide del pensiero politico risorgimentale. Terenzio Mamiani riunisce articoli e opuscoli scritti a caldo negli anni delle rivoluzioni, affrontando temi come la libertà di stampa, l'inviolabilità della corrispondenza privata, l'organizzazione delle camere parlamentari e l'allargamento del diritto di voto oltre il semplice censo economico. Con rigore giuridico e passione civile, l'autore analizza le riforme costituzionali discusse nei parlamenti italiani e francesi, sostenendo posizioni liberali in un'epoca di grandi trasformazioni istituzionali. Il volume restituisce non solo il pensiero di uno dei protagonisti del dibattito politico ottocentesco, ma anche il clima intellettuale di una stagione in cui si gettarono le basi teoriche per lo Stato italiano moderno. Una lettura essenziale per chi voglia comprendere le radici del costituzionalismo risorgimentale.
L’autore
Terenzio Mamiani della Rovere nacque a Pesaro nel 1799, ultimo conte di Sant'Angelo in Lizzola e cugino di Giacomo Leopardi, e fu filosofo, politico e patriota tra i protagonisti di primo piano del Risorgimento italiano. Entrato in contatto a Firenze con gli ambienti liberali del Gabinetto Vieusseux, prese parte ai moti del 1831 a Bologna e Ancona, divenendo Ministro dell'Interno nel Governo provvisorio delle Province Unite Italiane. Fondò con Domenico Buffa il giornale «La Lega Italiana» e, con Vincenzo Gioberti, la Società nazionale per la confederazione italiana. Nello Stato Pontificio fu Ministro degli Interni e poi degli Esteri nel 1848, ma con la proclamazione della Repubblica romana si ritirò a vita privata, venendo condannato all'esilio dalla restaurazione papale. Riparato a Genova, fu più volte deputato del Regno di Sardegna e ministro dell'Istruzione nel terzo governo Cavour; divenne poi senatore e vicepresidente del Senato del Regno d'Italia. Insegnò eloquenza e filosofia della storia a Torino e Roma. Fu inoltre affiliato alla Massoneria. Leopardi lo bersagliò polemicamente nella «Ginestra», contestandone l'ottimismo progressista. Morì a Roma nel 1885.
Scheda
- Collana
- I Sempreverdi
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 580
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2432






