
Sul libro degli ultimi casi di Romagna e sulle speranze d'Italia fondate su Carlo Alberto: Parole a Massimo D'Azeglio d'un suo compatriotta
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Il libro
In forma di lettera aperta a Massimo d'Azeglio, un anonimo compatriota interviene nel dibattito politico infuocato del 1846, all'indomani dei tumultuosi eventi di Romagna e nel pieno delle speranze riposte in Carlo Alberto come possibile artefice del riscatto italiano. Con tono appassionato e argomentativo, l'autore analizza le responsabilità del potere, i limiti del riformismo moderato e le condizioni necessarie perché l'Italia possa davvero incamminarsi verso l'unità e la libertà, senza risparmiare critiche pungenti a chi, pur mosso da buone intenzioni, appare troppo cauto di fronte all'urgenza degli eventi. Il testo si inserisce nel vivace dibattito risorgimentale che animò gli anni Quaranta dell'Ottocento, quando la questione italiana si faceva sempre più pressante e le diverse anime del movimento patriottico si confrontavano su strategie e obiettivi. Un documento vibrante di passione civile, testimonianza diretta del clima ideologico alla vigilia del 1848.
Scheda
- Autore
- Anonimo
- Collana
- I Sempreverdi
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 93
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2670






