
Tragedie. Volume secondo
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Il libro
Secondo volume delle tragedie alfieriane, che si apre con la disamina critica dell’abate Cesarotti sulle vicende messe in scena, a cominciare da Ottavia, dramma imperiale che contrappone la scelleratezza di Nerone all’innocenza della sposa ripudiata. Nella corte romana dipinta «col pennello di Tacito», amore, gelosia e ferocia del potere si intrecciano attorno a figure come Seneca, Poppea e la stessa Ottavia, trascinata verso un destino di morte che il filosofo di corte prevede ma non riesce a impedire nonostante la propria autorevolezza. Le note dello stesso Alfieri, poste a margine del giudizio di Cesarotti, aggiungono una riflessione lucidissima sulle proprie scelte drammaturgiche. Tra passioni tiranniche e virtù perseguitate, questo volume conferma la vocazione di Alfieri per una tragedia scarna, violenta e moralmente inflessibile, specchio delle grandi corti del terrore antico.
L’autore
Nato ad Asti nel 1749 da una nobile famiglia piemontese, Vittorio Alfieri ebbe un'infanzia solitaria, trascorsa quasi senza compagnia sotto la guida di un precettore dopo la morte precoce del padre. Sebbene piemontese di madrelingua e francofono per educazione, si dedicò con determinazione allo studio del toscano classico, compiendo diversi soggiorni letterari a Firenze per liberarsi degli influssi delle altre lingue. Lettore appassionato di Plutarco, Dante, Petrarca e Machiavelli, oltre che degli illuministi Voltaire e Montesquieu, maturò una visione razionalista e anti-tirannica della libertà, unita a un'esaltazione del genio individuale che ne fece un precursore delle inquietudini romantiche. Dopo una giovinezza inquieta ed errabonda, si dedicò a un'intensa attività letteraria come drammaturgo e poeta, distinguendosi per un carattere tormentato che permea tutta la sua opera. Si entusiasmò per la Rivoluzione francese durante un soggiorno a Parigi nel 1789, ma il precipitare degli eventi rivoluzionari dopo il 1792 lo portò a una netta avversione per la Francia. Tornato in Italia, si oppose idealmente al regime napoleonico e divenne un punto di riferimento per gli intellettuali del Risorgimento, a partire da Ugo Foscolo. Morì a Firenze nel 1803 e fu sepolto tra i grandi italiani nella basilica di Santa Croce.
Scheda
- Autore
- Vittorio Alfieri
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Teatro e drammaturgia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 33
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2970






