
Alessandro Verri
Nato a Milano nel 1741 in una famiglia di giuristi, fu scrittore e letterato tra i protagonisti dell'Illuminismo lombardo. Insieme al fratello Pietro fondò l'Accademia dei Pugni e il periodico «Il Caffè», luogo di confronto intellettuale con Cesare Beccaria e altri riformatori milanesi; in questi anni scrisse il «Saggio sulla storia d'Italia». Dopo soggiorni in Francia e Gran Bretagna si stabilì a Roma, dove si dedicò al teatro come scenografo e traduttore, contribuendo tra i primi a far conoscere Shakespeare in Italia, e compose le tragedie raccolte nei «Tentativi drammatici». Nel 1782 pubblicò il romanzo «Le avventure di Saffo poetessa di Mitilene»; l'opera che gli diede maggiore fama fu però «Notti romane al sepolcro degli Scipioni», ambizioso falso letterario presentato come traduzione di un manoscritto greco. Tra gli scritti successivi vanno ricordati «Vita di Erostrato» e una traduzione di «Dafni e Cloe». È inoltre celebre il fittissimo carteggio con il fratello Pietro, tra le testimonianze epistolari più importanti del Settecento italiano. Morì a Roma nel 1816.

