
Angelo Poliziano
Nato a Montepulciano nel 1454 con il nome di Angelo Ambrogini, da cui derivò poi lo pseudonimo Poliziano, è considerato il maggiore poeta italiano del Quattrocento. Rimasto orfano di padre in giovane età, si trasferì a Firenze, dove poté studiare grazie alla protezione di Lorenzo il Magnifico, conquistata a soli sedici anni con una traduzione latina dell'Iliade. Divenuto precettore dei figli dei Medici, segretario personale del Magnifico e infine professore allo Studio fiorentino, poté dedicare l'intera vita agli studi umanistici senza impegni politici, raggiungendo una straordinaria competenza filologica in latino, greco e volgare. Tra le sue opere principali vanno ricordate le «Stanze per la giostra», rimaste incompiute dopo l'assassinio di Giuliano de' Medici nella congiura dei Pazzi, di cui narrò anche gli eventi nel «Commentario sulla congiura dei Pazzi», e la curatela della «Raccolta Aragonese» di poesia volgare. Con la sua opera l'Umanesimo abbandonò la dimensione dell'impegno civile per farsi ricerca raffinata e solitaria. Morì a Firenze nel 1494.




