
Antonio Muscettola
Antonio Muscettola nacque a Napoli nel 1628, primogenito dei Duchi di Spezzano, in una famiglia di origine romana trasferitasi poi a Ravello e Napoli. Formatosi in filosofia e matematica presso i Gesuiti, trascorse la giovinezza a Lucera, in Puglia, dove fondò un'accademia letteraria locale. Tornato a Napoli, si inserì negli ambienti della poesia tardobarocca, pubblicando le sue «Poesie» e la favola drammatica «La Rosminda» nel 1659, seguite da una seconda raccolta e da altre opere teatrali, tra cui «La Belisa» e «La Rosaura», quest'ultima firmata con lo pseudonimo di Costantino Vatelmo. Fu legato da amicizia e da un fitto scambio epistolare con Angelico Aprosio, che gli dedicò uno studio biografico, e intrattenne rapporti con Antonio Magliabechi, Lorenzo Crasso e Lorenzo Magalotti. La sua produzione, caratterizzata da un verseggiare chiaro e corretto ma privo di particolare originalità metaforica, risente in parte dell'influsso di Giuseppe Battista. Nonostante il valore di alcuni componimenti, la sua figura resta più defilata rispetto ai maggiori esponenti del barocco napoletano…
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