
Poesie
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Il libro
Antonio Muscettola, poeta napoletano del Seicento, appartiene alla feconda stagione della lirica barocca meridionale, erede del magistero mariniano. Le sue rime, affidate al sonetto con titolo tematico, celebrano i dettagli galanti e sensuali della bellezza — il nastro verde fra i capelli biondi, la farfalla che si brucia al lume — trasformandoli in prodigi di ingegno metaforico. Suggestiva è la vena che intreccia l'amore alla cronaca drammatica del tempo, come l'innamoramento sbocciato « durante la rivoluzione di Napoli », fra torrenti di sangue civile e archi degli occhi che feriscono il cuore. Le immagini, preziose e ricercate, dispiegano cristalli, coralli e invocazioni mitologiche al Sonno e alle divinità, in un tessuto sonoro di grande eleganza. Il tono alterna la grazia leziosa all'intensità appassionata e talora tragica. Queste pagine restituiscono il gusto della lirica secentesca napoletana, dove l'artificio concettoso e la sensualità delle immagini si fondono nella raffinata celebrazione dell'amore e delle sue inquietudini.
L’autore
Antonio Muscettola nacque a Napoli nel 1628, primogenito dei Duchi di Spezzano, in una famiglia di origine romana trasferitasi poi a Ravello e Napoli. Formatosi in filosofia e matematica presso i Gesuiti, trascorse la giovinezza a Lucera, in Puglia, dove fondò un'accademia letteraria locale. Tornato a Napoli, si inserì negli ambienti della poesia tardobarocca, pubblicando le sue «Poesie» e la favola drammatica «La Rosminda» nel 1659, seguite da una seconda raccolta e da altre opere teatrali, tra cui «La Belisa» e «La Rosaura», quest'ultima firmata con lo pseudonimo di Costantino Vatelmo. Fu legato da amicizia e da un fitto scambio epistolare con Angelico Aprosio, che gli dedicò uno studio biografico, e intrattenne rapporti con Antonio Magliabechi, Lorenzo Crasso e Lorenzo Magalotti. La sua produzione, caratterizzata da un verseggiare chiaro e corretto ma privo di particolare originalità metaforica, risente in parte dell'influsso di Giuseppe Battista. Nonostante il valore di alcuni componimenti, la sua figura resta più defilata rispetto ai maggiori esponenti del barocco napoletano coevo. Morì a Molinara nel 1679, dopo aver pubblicato la sua ultima opera, le «Epistole familiari», l'anno precedente.
Scheda
- Autore
- Antonio Muscettola
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Poesia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 15
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-3288






