
Cino da Pistoia
Cino da Pistoia, al secolo Guittoncino dei Sigibuldi, nacque a Pistoia intorno al 1265-1270 da una famiglia nobile e fu poeta e giurista. Formatosi all'Università di Bologna, insegnò diritto in numerosi atenei italiani, tra cui Siena, Firenze, Perugia e Napoli. La sua opera giuridica principale, la «Lectura in codicem», compilata nei primi anni del Trecento, fondeva il diritto romano con gli statuti e le consuetudini del tempo, contribuendo a fondare la tradizione del diritto comune italiano; fu inoltre maestro a Perugia del celebre giurista Bartolo da Sassoferrato. Come poeta compose circa duecento liriche, in gran parte dedicate a una donna chiamata Selvaggia, apprezzate da Dante Alighieri, di cui fu amico, e in seguito anche da Petrarca. Appartenente alla parte guelfa nera, fu costretto all'esilio da Pistoia nel 1302 e vi tornò tre anni dopo grazie all'intervento del marchese Malaspina. Seguace dell'imperatore Arrigo VII, dopo la morte di questi si ritirò dalla vita pubblica dedicandosi agli studi. Morì a Pistoia nel 1336.

