
Federigo Meninni
Nato a Gravina in Puglia nel 1636 da famiglia nobile, Federigo Meninni studiò prima diritto e poi si dedicò alla medicina, trasferendosi a Napoli nel 1654 dopo la morte del padre. Sopravvisse alla peste che nel 1656 uccise il suo protettore, il medico Antonio Riccio, e negli anni seguenti sposò Caterina di Scio, da cui ebbe tre figli. Fedele alla medicina tradizionale di ispirazione aristotelica e galenica, si mantenne a lungo lontano dall'accademia medica napoletana e, sotto lo pseudonimo di Moinero di Giarbo, intervenne duramente contro l'introduzione della chimica in medicina, giudicandola pericolosa e contraria ai precetti filosofici classici; la polemica proseguì per anni, coinvolgendo altri medici come Sebastiano Bartoli. Più tardi, tuttavia, mutò opinione e si avvicinò ai metodi moderni, stringendo amicizia con Juan Caramuel y Lobkowitz ed entrando nella Società degli Spensierati di Rossano. Fu autore prolifico, con opere di poesia, satira e critica letteraria pubblicate perlopiù a Napoli tra il 1658 e il 1703. Morì nella stessa città nel 1711.
1 libro

