
Francesco De Lemene
Nato a Lodi nel 1634 da famiglia aristocratica, Francesco De Lemene studiò alle università di Bologna e di Pavia, dove si laureò nel 1655, e lavorò poi nell'amministrazione spagnola come oratore pubblico a Milano e come decurione a Lodi. Soggiornando a Roma dal 1661 frequentò il circolo di Cristina di Svezia, dove iniziò l'attività librettistica, ed entrò in seguito, nel 1691, nell'Accademia dell'Arcadia con il nome di Arezio Gateatico. Influenzato dal poeta Giambattista Marino e dal commediografo Carlo Maria Maggi, scrisse testi librettistici dal carattere eroicomico, molti dei quali musicati da compositori come Antonio Lotti e Baldassarre Galuppi, e coltivò anche la produzione in lingua lombarda, nella variante lodigiana, componendo la commedia «La sposa Francesca» e una traduzione personale della «Gerusalemme liberata» di Tasso. Tra i suoi libretti più noti figurano «Il Narciso» e «Tacete, ohimè, tacete», musicato da Händel. Fu figura di rilievo nella vita sociale e culturale di Lodi, dove promosse l'ampliamento del Tempio Civico dell'Incoronata, facendone decorare l'abside…
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