
Girolamo Gigli
Girolamo Gigli nacque a Siena nel 1660 e morì a Roma nel 1722. Adottato da un prozio, da cui prese il cognome, fu letterato e commediografo di spicco, insegnante di lettere toscane a Pavia e poi a Siena, dove fu anche segretario dell'Accademia degli Intronati. Nella sua produzione teatrale rielaborò con vivacità i modelli della commedia francese: la sua opera più nota, «Il Don Pilone, ovvero il bacchettone falso», è un adattamento del «Tartufo» di Molière ambientato nella Siena dell'epoca, mentre in altri testi arrivò a satireggiare persino la propria famiglia. Fu anche traduttore di Corneille e studioso di storia e lingua senese, autore del «Diario Senese», ricca raccolta di notizie sulla città pubblicata postuma. La sua opera più controversa fu il «Vocabolario Cateriniano», una riedizione degli scritti di santa Caterina da Siena in chiave burlesca che, unita alla sua tesi sulla superiorità del dialetto senese sul fiorentino, gli costò l'espulsione dall'Accademia della Crusca e l'esilio da Siena. Trascorse gli ultimi anni tra difficoltà economiche, tornando a morire a Roma.
1 libro

