
Iacopo Vittorelli
Nato e morto a Bassano del Grappa, dove visse tra il 1749 e il 1835, Iacopo Vittorelli fu poeta arcade, librettista e letterato, celebre soprattutto per le sue Anacreontiche dedicate a Irene, pubblicate nel 1784 e apprezzate per un verseggiare musicale che ispirò numerosi compositori tra Settecento e Ottocento. La sua lirica «Guarda che bianca luna» fu messa in musica, tra gli altri, da Franz Schubert e Vincenzo Bellini, mentre «Non t'accostare all'urna», forse la sua composizione più nota, venne musicata sia da Schubert sia da Giuseppe Verdi, che vi innestò il tema di un'arietta popolare veneta. Si dedicò anche alla traduzione, curando una versione in ottave della «Batracomiomachia», il poemetto attribuito a Omero che ispirerà poi a Giacomo Leopardi i celebri «Paralipomeni della Batracomiomachia». Fu inoltre autore di poemetti a intento moralistico, come «Il tupé» e «Lo specchio», che non incontrarono però il favore della critica. La sua fama resta legata soprattutto alla straordinaria fortuna musicale dei suoi versi più celebri.
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