
Ippolito Pindemonte
Nato a Verona nel 1753 in una delle famiglie più illustri della città, Ippolito Pindemonte perse presto il padre e si formò nel collegio dei Nobili di Modena, dove iniziò a scrivere versi. Viaggiò a lungo in Italia e in Europa, visitando tra l'altro Sicilia, Malta e Grecia, e soggiornando in Francia, Germania e Austria in un grand tour che gli fece scoprire il divario tra teoria e pratica del cosiddetto dispotismo illuminato. Vicino a Vittorio Alfieri durante gli anni della Rivoluzione francese, ne condivise l'iniziale entusiasmo per gli ideali rivoluzionari e la successiva condanna delle violenze del Terrore, preferendo sempre la contemplazione pacifica della natura. Risentendo dell'influenza dei poeti Thomas Gray e Salomon Gessner, sviluppò una poesia di stampo neoclassico che anticipava già sensibilità romantiche, facendone una figura chiave del preromanticismo italiano. La sua opera più celebre è la traduzione dell'Odissea, di enorme successo nonostante non riuscisse a restituire pienamente il respiro epico dell'originale; scrisse inoltre le raccolte Poesie campestri e Prose…




