
Poesie campestri
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Il libro
Una raccolta di Ippolito Pindemonte composta nella quiete della campagna veronese, in un periodo di salute malferma che intensifica il bisogno di rifugio nella natura e nella meditazione morale. I versi, sorvegliati e musicali, alternano descrizioni di paesaggi agresti a riflessioni filosofiche sul tempo, sulla giovinezza che sfugge e sulla filosofia come consolazione tardiva ma fredda rispetto agli entusiasmi perduti. Ricorrono il tema della malinconia dolce come stato d'animo privilegiato, il rapporto tra il rinnovarsi ciclico della natura e l'irripetibilità della vita umana, la campagna come luogo di equilibrio tra osservazione realistica e slancio sentimentale. Lo stile mostra la caratteristica sodezza di pensiero e l'eleganza formale che resero Pindemonte una delle voci più apprezzate del passaggio tra classicismo settecentesco e sensibilità preromantica, capace di fondere pittura del paesaggio e introspezione morale con equilibrio raro.
L’autore
Nato a Verona nel 1753 in una delle famiglie più illustri della città, Ippolito Pindemonte perse presto il padre e si formò nel collegio dei Nobili di Modena, dove iniziò a scrivere versi. Viaggiò a lungo in Italia e in Europa, visitando tra l'altro Sicilia, Malta e Grecia, e soggiornando in Francia, Germania e Austria in un grand tour che gli fece scoprire il divario tra teoria e pratica del cosiddetto dispotismo illuminato. Vicino a Vittorio Alfieri durante gli anni della Rivoluzione francese, ne condivise l'iniziale entusiasmo per gli ideali rivoluzionari e la successiva condanna delle violenze del Terrore, preferendo sempre la contemplazione pacifica della natura. Risentendo dell'influenza dei poeti Thomas Gray e Salomon Gessner, sviluppò una poesia di stampo neoclassico che anticipava già sensibilità romantiche, facendone una figura chiave del preromanticismo italiano. La sua opera più celebre è la traduzione dell'Odissea, di enorme successo nonostante non riuscisse a restituire pienamente il respiro epico dell'originale; scrisse inoltre le raccolte Poesie campestri e Prose campestri, oltre a Epistole e Sermoni poetici. Ebbe un rapporto complesso con Ugo Foscolo, che gli dedicò il celebre carme Dei sepolcri. Morì a Verona nel 1828.
Scheda
- Autore
- Ippolito Pindemonte
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Poesia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 37
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-3104






