
Publio Papinio Stazio
Nato a Napoli intorno al 45 d.C., figlio di un retore originario della Lucania, Publio Papinio Stazio fu tra i maggiori poeti epici dell'età flavia, accanto a Silio Italico e Valerio Flacco. Trasferitosi a Roma durante l'impero di Domiziano, si affermò rapidamente nelle recitazioni pubbliche e nelle gare poetiche, conquistando il favore di nobili protettori. È noto soprattutto per due poemi epici: la «Tebaide», in dodici libri, che narra la lotta fratricida tra Eteocle e Polinice per il trono di Tebe, e l'incompiuta «Achilleide», dedicata alla giovinezza di Achille. Compose inoltre le «Silvae», una raccolta di trentadue componimenti occasionali in cinque libri, preziosa testimonianza della vita sociale e culturale romana del tempo. Nella «Tebaide» rielaborò modelli come Virgilio, Ovidio, Seneca e Lucano in una sintesi personale segnata da un cupo senso di necessità universale. Dopo alcuni insuccessi lasciò Roma per tornare in Campania, dove proseguì l'attività di poeta al servizio dell'aristocrazia romana. Morì forse a Napoli intorno al 96 d.C. È inoltre celebre per il ruolo di…
3 libri


