
Sergio Corazzini
Sergio Corazzini nacque e morì a Roma (1886-1907), appena ventunenne; fu poeta tra i massimi esponenti del crepuscolarismo romano di inizio Novecento. Cresciuto in una famiglia segnata dalla tubercolosi e da difficoltà economiche dovute alle speculazioni del padre, dovette interrompere gli studi liceali per lavorare come impiegato in una compagnia di assicurazioni, esperienza che influenzò i toni malinconici della sua poesia. Fu proprio nella tabaccheria paterna, accanto a un caffè letterario, che iniziò a frequentare un cenacolo di giovani scrittori romani, tra cui Fausto Maria Martini e Corrado Govoni, mentre si nutriva delle letture di Carducci, Pascoli, D'Annunzio e di poeti francesi e fiamminghi come Jammes e Maeterlinck. Esordì giovanissimo con sonetti pubblicati su fogli popolari romani, rivelando una precoce attenzione ai temi realistici e, con l'aggravarsi della tubercolosi, ai presentimenti della malattia e della perdita della felicità. Tra il 1904 e il 1906 pubblicò le raccolte «Dolcezze», «L'amaro calice» e «Le aureole», componendo versi di intensa fragilità che lo hanno…






