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Edizioni Athena
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Giacomo Leopardi (1798-1837): La vita italiana durante la Rivoluzione francese e l'Impero di Giovanni Pascoli – copertina Edizioni Athena

Giovanni Pascoli

Giacomo Leopardi (1798-1837): La vita italiana durante la Rivoluzione francese e l'Impero

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Il libro

Un sabato di primavera, sul finire di una giornata trascorsa vagando tra i colli fiorentini, l'autore rievoca un pellegrinaggio ideale verso Recanati, luogo natale di Giacomo Leopardi, per raccontarne la vita e l'opera davanti a un pubblico di conferenza. Giovanni Pascoli, in questo intervento tenuto a Firenze nel 1896, affronta con partecipazione fraterna i nodi più discussi della biografia leopardiana: il rapporto tormentato con il padre Monaldo, la contesa storiografica tra i sostenitori della severità paterna e quelli che ne difendono le ragioni, la formazione intellettuale del poeta nella temperie della Rivoluzione francese e dell'Impero napoleonico. Con la sensibilità di un poeta che riconosce in un altro poeta un destino affine, Pascoli intreccia analisi critica e afflato personale, restituendo un ritratto empatico e mai agiografico del grande recanatese. Un contributo prezioso alla ricezione critica di Leopardi, capace di illuminare al contempo il pensiero pascoliano sulla poesia e sulla sofferenza creativa.

L’autore

Giovanni Pascoli nacque a San Mauro di Romagna nel 1855 e morì a Bologna nel 1912; è considerato, insieme a Gabriele D'Annunzio, il maggiore poeta decadente italiano, pur avendo una formazione di stampo positivistico. Quarto di dieci figli di un amministratore agricolo, la sua infanzia fu segnata da un lutto atroce: nel 1867 il padre venne assassinato in circostanze mai del tutto chiarite, un trauma che innescò la rovina economica della famiglia e una serie di morti premature tra fratelli e sorelle. Da questa ferita biografica nacque gran parte della sua ispirazione poetica, rielaborata in componimenti come «La cavalla storna» e «X Agosto». Nel saggio programmatico «Il fanciullino» (1897) espresse una concezione intima e quasi primitiva della poesia, capace di recuperare lo sguardo infantile e stupito sul mondo, rivendicando per il poeta un ruolo di guida morale e civile. Pur estraneo ai movimenti letterari del suo tempo e poco incline alla poesia europea contemporanea, la sua opera è attraversata da tendenze simboliste e spiritualistiche tipiche del decadentismo di fine Ottocento, in tensione costante con il classicismo ereditato dal maestro Giosuè Carducci. Benedetto Croce, primo grande critico della sua opera, lo definì un «piccolo grande poeta», giudizio controverso ma capace di segnare a lungo la ricezione critica pascoliana.

Scheda

Testo
Integrale, in lingua italiana
Pagine
circa 32
Formato
14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
Editore
Edizioni Athena
Codice
ETH-CHL-2515

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