
Istoria civile del Regno di Napoli, v. 2
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Il libro
Dalle invasioni dei popoli barbarici fino alle dominazioni normanna e sveva, questo volume ricostruisce le vicende civili, giuridiche ed ecclesiastiche del Regno di Napoli, con particolare attenzione ai rapporti mai pacifici tra potere temporale e potere della Chiesa. Pietro Giannone, uno dei più coraggiosi storici e giuristi italiani del primo Settecento, indaga le origini longobarde e gotiche delle popolazioni meridionali, l'evoluzione delle istituzioni feudali e militari, gli scontri tra imperatori, papi e sovrani locali per il controllo del Mezzogiorno, componendo un affresco che intreccia storia politica, storia del diritto e critica delle ingerenze ecclesiastiche nel governo civile. Opera che gli costò accuse di eresia e persecuzioni fino alla morte in carcere, questa Istoria civile rappresenta una delle prime grandi ricostruzioni laiche e razionaliste della storia meridionale italiana, fondata su una critica serrata del temporalismo papale. Un classico della storiografia italiana, ancora oggi imprescindibile per chi voglia comprendere le radici profonde delle vicende napoletane.
L’autore
Nato a Ischitella nel 1676, Pietro Giannone fu saggista, giurista e storico, tra le figure di spicco dell'Illuminismo italiano. Lasciato il paese natale a diciotto anni per studiare giurisprudenza a Napoli, vi entrò in contatto con l'ambiente intellettuale vicino a Giambattista Vico e maturò un forte interesse per gli studi storici, che lo occupò per un ventennio nella stesura della sua opera più nota, «Dell'istoria civile del regno di Napoli», il cui contenuto gli procurò numerosi problemi con la Chiesa. Costretto a lasciare Napoli, trovò rifugio e protezione a Vienna presso la corte asburgica, per poi trasferirsi a Venezia, dove rifiutò sia una cattedra universitaria a Padova sia un incarico di consulente giuridico della Serenissima, che nel 1735 lo espulse dai suoi territori. Dopo un peregrinare tra varie città italiane, giunse a Ginevra, dove scrisse l'opera dal forte impianto anticlericale «Il Triregno», che gli costò una nuova persecuzione ecclesiastica culminata nella cattura, avvenuta con un tranello in Savoia nel 1736. Recluso per dodici anni nelle prigioni sabaude, fu costretto ad abiurare le proprie idee ma non riottenne mai la libertà: morì nel 1748 nella fortezza della Cittadella di Torino, dopo aver composto in carcere alcuni dei suoi scritti più celebri.
Scheda
- Autore
- Pietro Giannone
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Storia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 386
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2517






