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Edizioni Athena
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La plebe, parte II di Vittorio Bersezio – copertina Edizioni Athena

Vittorio Bersezio

La plebe, parte II

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Il libro

In una Torino ottocentesca segnata dalla nascente industria, le officine di ferro dei Benda diventano lo scenario di un romanzo che vuole raccontare, senza sconti, la distanza tra ricchi e poveri. Vittorio Bersezio, in questa seconda parte de «La plebe», intreccia le vicende degli operai e delle loro famiglie con quelle dei proprietari, dando voce a un mondo di fatica, sfruttamento e dignità negata, ma anche di solidarietà e resistenza morale. Tra cortili affollati, ciminiere che fumano dall'alba al tramonto e destini che si incrociano nei sotterranei di intrighi e segreti, il romanzo sociale di Bersezio si propone come denuncia lucida delle condizioni del proletariato urbano nell'Italia postunitaria. Con piglio narrativo capace di alternare pathos e suspense, l'autore piemontese offre uno dei primi grandi affreschi della questione sociale nella letteratura italiana dell'Ottocento.

L’autore

Nato a Peveragno nel 1828, Vittorio Bersezio fu scrittore, giornalista e deputato, tra i principali autori teatrali in lingua piemontese dell'Ottocento. Avviato dal padre, un giudice liberale, agli studi di giurisprudenza, frequentò fin da adolescente i circoli letterari torinesi ed esordì appena quattordicenne con un lavoro teatrale destinato a un discreto successo. Il suo debutto sulle scene importanti avvenne al Teatro Carignano di Torino nella stagione 1852-53, con drammi di ispirazione patriottica adattati ai canoni classici. Assunta nel 1854 la direzione del periodico satirico «Fischietto», ottenne grande notorietà come giornalista, mentre dal 1861 iniziò a scrivere opere teatrali in piemontese, genere in cui raggiunse il suo capolavoro con la commedia «Le miserie 'd Monsù Travet» (1863), tanto celebre da rendere il nome del protagonista sinonimo, nel linguaggio comune, di modesto impiegato. Fondò nel 1867 la «Gazzetta Piemontese» e fu eletto deputato di Cuneo per la Sinistra costituzionale, impegnandosi attivamente nella vita politica torinese. Negli ultimi decenni della vita si avvicinò a tematiche sociali legate all'industrializzazione, componendo romanzi di ispirazione naturalista sul modello di Émile Zola. Morì a Torino nel 1900.

Scheda

Testo
Integrale, in lingua italiana
Pagine
circa 470
Formato
14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
Editore
Edizioni Athena
Codice
ETH-CHL-2297

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