
La virtù indiana
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Il libro
Nell'India di un trono vacillante, un monarca viene tradito e ucciso da un usurpatore senza scrupoli, e spetta al figlio, sfuggito alla congiura, risalire il cammino verso il potere legittimo affrontando nemici e sospetti, fino a conquistarsi — con la propria integrità morale — persino il rispetto di chi lo osteggiava. Ispirandosi dichiaratamente al «Serse» di Saverio Bettinelli e ai precetti di Orazio sull'unità d'azione, la tragedia si concentra su un unico nodo drammatico: l'empietà del regicidio contrapposta alla virtù paziente dell'erede al trono. Scritta giovanissimo, «La virtù indiana» mostra Giacomo Leopardi alle prese con la forma tragica classica, tra ambientazioni esotiche, ordito rigoroso in tre atti e versi che già lasciano intravedere la futura densità del suo pensiero. Un esperimento drammaturgico prezioso per conoscere gli esordi letterari del poeta di Recanati.
L’autore
Giacomo Leopardi nacque a Recanati nel 1798, nello Stato Pontificio, primo dei dieci figli del conte Monaldo Leopardi e della nobildonna Adelaide Antici; morì a Napoli nel 1837, poco prima di compiere trentanove anni, durante una grave epidemia di colera. È considerato tra i massimi poeti italiani dell'Ottocento e una delle voci più importanti della letteratura mondiale, oltre che filosofo di grande spessore per la sua riflessione sull'esistenza, di matrice sensista e materialista. Ricevette una rigorosa educazione da precettori ecclesiastici, che gli impartirono una solida formazione classica e scientifica, coltivata poi nella biblioteca paterna attraverso letture sterminate. Partito da un iniziale classicismo ispirato agli autori greco-latini, si avvicinò in seguito al Romanticismo europeo leggendo Byron, Shelley, Chateaubriand e Foscolo, pur senza mai volersi definire romantico; il suo pensiero filosofico, debitore dell'Illuminismo e di autori come d'Holbach e Condillac, sfociò in un originale pessimismo, forse acuito dalla malattia che lo affliggeva. Nel Novecento la sua opera è stata riletta in chiave esistenzialista, accostandolo a pensatori come Schopenhauer, Kierkegaard e Nietzsche, a conferma di un'attualità filosofica che va ben oltre il valore lirico dei suoi versi.
Scheda
- Autore
- Giacomo Leopardi
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Teatro e drammaturgia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 27
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2942






