
Malìa
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Il libro
In un villaggio siciliano, alla vigilia delle nozze di Jana, la festa si tinge di un’ombra antica: quella della malìa, il sortilegio d’amore che nessuno osa nominare ad alta voce ma che tutti temono. Tra vendemmiatori in festa e suoni di nozze si insinua un legame proibito, fatto di attrazione e ripulsa, che lega Jana a Cola in un vortice di desiderio e colpa. «V’amo e v’odio» confessa lei, schiava di un incantesimo che la ragione non sa spezzare. Capuana, maestro del verismo, trasforma la superstizione popolare in materia drammatica: la Sicilia contadina di fine Ottocento diventa scena di una tragedia dove credenze ancestrali e passioni carnali si intrecciano senza scampo. Un dramma in versi che indaga il confine sottile tra amore, peccato e maleficio, restituendo con crudo realismo la voce di un mondo rurale sospeso tra fede e magia.
L’autore
Nato a Mineo, in provincia di Catania, nel 1839 da una famiglia di agiati proprietari terrieri, Luigi Capuana studiò giurisprudenza a Catania ma abbandonò gli studi nel 1860 per partecipare all'impresa garibaldina come segretario del comitato insurrezionale del suo paese. Trasferitosi a Firenze nel 1864, frequentò gli scrittori più noti dell'epoca e avviò la carriera di critico letterario e teatrale per il quotidiano La Nazione, pubblicando anche le sue prime novelle di ambientazione siciliana. Tornato in Sicilia nel 1868 per la morte del padre, fu ispettore scolastico e sindaco della sua città natale, per poi trasferirsi a Milano nel 1875 su consiglio dell'amico Giovanni Verga, con cui strinse un legame fondamentale per lo sviluppo del Verismo italiano. A Milano collaborò con il Corriere della Sera e pubblicò nel 1879 il romanzo Giacinta, considerato il manifesto del nuovo movimento letterario ispirato al naturalismo di Zola. Teorico tra i più importanti del Verismo, concepì un romanzo costruito come un documento della realtà rurale siciliana, incentrato sulla psicologia dei personaggi trattata in modo impersonale, come emerge soprattutto nel suo capolavoro, Il marchese di Roccaverdina (1901). Fu anche autore di fiabe, novelle e saggi critici, e tornato definitivamente in Sicilia insegnò all'Università di Catania, dove morì nel 1915.
Scheda
- Autore
- Luigi Capuana
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Teatro e drammaturgia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 20
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2954






