
Orlandino
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Il libro
Un breve poema in ottave che racconta con tono volutamente irriverente le origini e le prime imprese di Orlando, l'eroe carolingio protagonista di tanta poesia cavalleresca, ribaltandone la materia in chiave parodica e sboccata. L'autore, scrittore anticonformista e pungente per antonomasia nel Rinascimento italiano, si diverte a smontare la solennità del genere epico con situazioni grottesche, linguaggio scurrile e un gusto dichiarato per l'irriverenza verso i grandi modelli della tradizione, Boiardo e Pulci in testa. I paladini di Carlo Magno, le loro imprese e i loro conflitti diventano pretesto per una comicità sanguigna e diretta, priva di ogni reverenza verso la materia trattata. Il risultato è un piccolo caso letterario, testimonianza della vena più corrosiva e dissacrante di uno degli scrittori più liberi del suo tempo, capace di trasformare in farsa anche il mito cavalleresco più consolidato.
L’autore
Nato ad Arezzo nel 1492, figlio di un povero calzolaio e di una cortigiana, Pietro Aretino non conobbe con certezza le proprie origini familiari, ma seppe costruirsi una fama letteraria straordinaria partendo da condizioni modestissime, arrivando a definirsi con orgoglio «figlio di cortigiana, con anima di re». Dopo un periodo di formazione artistica a Perugia, si trasferì a Roma, dove entrò al servizio di importanti cardinali e della corte papale, componendo le pungenti Pasquinate satiriche che gli costarono un primo esilio. Trasferitosi infine a Venezia nel 1527, vi trascorse il resto della vita in un ambiente che considerava libero da ipocrisie cortigiane, diventando amico di artisti come Tiziano e Jacopo Sansovino e ottenendo il soprannome di «divino», di cui si fregiò con orgoglio, mentre per la sua pungente vena satirica fu definito «flagello dei principi». Fu autore prolifico di opere licenziose, come i celebri Sonetti lussuriosi, ma anche di testi religiosi e dei raffinati Ragionamenti, esempio del genere dialogico definito «puttanesco». Figura controversa del Rinascimento, tanto ammirata quanto criticata, morì a Venezia nel 1556, probabilmente per un colpo apoplettico.
Scheda
- Autore
- Pietro Aretino
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Poesia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 19
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-3186






