
Poemi conviviali
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Il libro
Una delle raccolte più originali di Giovanni Pascoli, in cui il mito classico diventa lo spazio per una riflessione moderna sull'enigma dell'esistenza, la conoscenza, il rapporto tra uomo e mistero. Attraverso figure come Ulisse, personaggi omerici e leggendari, il poeta costruisce narrazioni liriche in cui l'avventura mitologica si carica di interrogativi esistenziali: il senso del viaggio, la ricerca inesausta di verità, il richiamo ambiguo di forze seduttive e distruttive insieme. Ricorrono il tema del ritorno come impossibilità, la conoscenza come condanna più che come conquista, un dialogo costante tra la voce antica del mito e la sensibilità decadente e simbolista del primo Novecento. La scrittura pascoliana, qui particolarmente elaborata e preziosa, trasforma gli episodi classici in parabole universali sulla condizione umana, in uno dei tentativi più alti di rinnovare la materia mitologica attraverso gli strumenti della poesia moderna.
L’autore
Giovanni Pascoli nacque a San Mauro di Romagna nel 1855 e morì a Bologna nel 1912; è considerato, insieme a Gabriele D'Annunzio, il maggiore poeta decadente italiano, pur avendo una formazione di stampo positivistico. Quarto di dieci figli di un amministratore agricolo, la sua infanzia fu segnata da un lutto atroce: nel 1867 il padre venne assassinato in circostanze mai del tutto chiarite, un trauma che innescò la rovina economica della famiglia e una serie di morti premature tra fratelli e sorelle. Da questa ferita biografica nacque gran parte della sua ispirazione poetica, rielaborata in componimenti come «La cavalla storna» e «X Agosto». Nel saggio programmatico «Il fanciullino» (1897) espresse una concezione intima e quasi primitiva della poesia, capace di recuperare lo sguardo infantile e stupito sul mondo, rivendicando per il poeta un ruolo di guida morale e civile. Pur estraneo ai movimenti letterari del suo tempo e poco incline alla poesia europea contemporanea, la sua opera è attraversata da tendenze simboliste e spiritualistiche tipiche del decadentismo di fine Ottocento, in tensione costante con il classicismo ereditato dal maestro Giosuè Carducci. Benedetto Croce, primo grande critico della sua opera, lo definì un «piccolo grande poeta», giudizio controverso ma capace di segnare a lungo la ricezione critica pascoliana.
Scheda
- Autore
- Giovanni Pascoli
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Poesia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 94
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-3101






