
Poesie
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Il libro
«Non degli allor, ma de’ cipressi all’ombra.»
Patrizio veneziano tra Sei e Settecento, legato alla Curia romana, Antonio Ottoboni coltiva una lirica di intonazione morale, encomiastica e disingannata. Nei sonetti la meditazione si fa autobiografica: titoli, dignità, porpore e ori sono «foschi lampi, e luminosi fumi», e il rimpianto per le scelte compiute, come l'abbandono delle rive del Tebro per quelle dell'Adria, s'intreccia alla vanità delle grandezze umane.
Accanto a questa vena riflessiva corre quella civile. Le canzoni celebrano le vittorie cristiane contro l'impero ottomano e gli allori di Eugenio di Savoia e di Carlo d'Austria; i sonetti si rivolgono al pontefice Clemente XI e salutano la nascita di un erede asburgico. Il verso, solenne e fitto di richiami geografici e storici, unisce meditazione sulla caducità ed esaltazione della gloria imperiale: la voce di un poeta colto e composto, in un'età in cui la lirica sapeva farsi esame morale e canto della storia.
L’autore
Antonio Innocenzo Ottoboni (Venezia 1646 – Roma 1720), nipote del cardinale Pietro Vito Ottoboni, poi papa Alessandro VIII, e padre del cardinale Pietro, fu castellano di Bergamo e podestà di Feltre. Con l'elezione dello zio nel 1689 ebbe i titoli di principe e generale dell'esercito pontificio; dopo la morte del papa, nel 1691, il doge lo privò degli onori. Coltivò la poesia di argomento morale e celebrativo.
Scheda
- Autore
- Antonio Ottoboni
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Poesia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 20
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-3287






