
Poesie
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Il libro
Giovan Leone Sempronio è tra i più fini interpreti del marinismo secentesco, maestro di quella poesia dei sensi e delle argutezze che fece scuola nell'età barocca. Le sue liriche, quasi sempre affidate al sonetto con titolo tematico, celebrano i dettagli minuti della bellezza femminile — i capelli pendenti sugli occhi, il ballo delle villanelle — trasformandoli in occasione di prodigiosi virtuosismi metaforici. L'amore vi si fa gioco sottile di sguardi che parlano, si abbracciano e si baciano, in un intreccio di antitesi, iperboli e concetti che rivela la piena adesione alla poetica della « meraviglia ». Le immagini, preziose e sensuali, dispiegano lacci d'oro, fiamme, stelle e flagelli in un tessuto verbale di sorprendente ricchezza. Il tono è quello dell'eleganza raffinata e dell'ingegno acuto, teso a stupire e a sedurre. Queste pagine restituiscono il gusto più squisito della lirica barocca, dove l'artificio diventa splendore e la parola si fa gioiello cesellato al servizio del piacere e dell'amore.
L’autore
Nato a Urbino nel 1603, Giovan Leone Sempronio studiò legge a Bologna, dove frequentò l'Accademia della Notte con lo pseudonimo di Vigilante, per poi tornare nella città natale e aderire all'Accademia degli Assorditi con il nome accademico di Fuggitivo. Fu poeta vicino allo stile di Giovan Battista Marino, come testimonia la raccolta di sonetti «La selva poetica», pubblicata una prima volta nel 1633 e successivamente ampliata nel 1648. Compose inoltre il poema epico «Boemondo», pubblicato postumo, che riprende i personaggi della «Gerusalemme liberata» di Tasso, e la tragedia «Il conte Ugolino», ispirata al celebre episodio dantesco del canto XXXIII dell'Inferno. Quest'ultima opera, scritta nel 1624 e letta pubblicamente presso l'Accademia urbinate otto anni dopo, fu data alle stampe soltanto nel 1724, quando lo stile barocco ormai superato ne limitò fortemente la fortuna presso il pubblico. La sua produzione, pur non collocandolo tra i massimi autori del Seicento italiano, resta una testimonianza significativa della diffusione del marinismo nelle Marche del primo Seicento. Morì a Urbino nel 1646.
Scheda
- Autore
- Giovan Leone Sempronio
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Poesia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 13
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-3283






