
Poesie
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Il libro
Giovanni Antonio Volpi, erudito e professore padovano del Settecento, coltivò la lirica con la dottrina e il gusto classico propri della cultura accademica arcadica. Le sue rime intrecciano il sonetto encomiastico e d'occasione — con eleganti immagini della pianta troncata e del ramoscello che rinasce, a celebrare giovani educati alla virtù — alla canzone di intonazione morale e sacra. Suggestivo il registro allegorico della « colomba semplicetta » esortata a fuggire il cacciatore d'Averno, dove la poesia si fa ammonimento spirituale contro le insidie del male; né manca la vena classicheggiante ispirata alle imprese di Ercole e alle memorie di Troia e della Grecia. Il verso, colto e cesellato, unisce la reminiscenza erudita alla limpidezza arcadica e alla musicalità delle strofe brevi. Fra elogio della virtù, meditazione morale e reminiscenza mitologica, queste pagine restituiscono la voce di un poeta dotto e temperato, testimone di quella cultura settecentesca che fondeva sapere classico e ideale di misura nella forma nobile e decorosa della lirica.
L’autore
Nato a Padova nel 1686 da una famiglia di commercianti, Giovanni Antonio Volpi studiò presso i Gesuiti e si laureò in giurisprudenza nell'ateneo patavino nel 1708, per poi insegnare filosofia e successivamente lettere greche e latine nella stessa università dal 1727 al 1760. Nel 1717, insieme al fratello Gaetano, fondò una tipografia dedicata alla stampa di opere letterarie ed erudite, nota come «stamperia Cominiana» dal nome del tipografo Giuseppe Comino che ne curava la direzione tecnica: le edizioni cominiane, arricchite dai commenti critici dello stesso Volpi, divennero celebri per l'eleganza e la correttezza filologica dei testi. Fu membro di numerose accademie, tra cui quella dei Ricovrati di Padova, di cui fu due volte principe, l'Accademia dei filomati di Cesena, la Crusca e l'Arcadia, dove era conosciuto come Ulipio Grinejo. Tra le sue opere originali si ricordano i «Carminum libri tres» e il «Liber de satyrae latinae natura et ratione». Ebbe stretti legami con i maggiori intellettuali dell'area veneta del suo tempo. Morì a Padova nel 1766, lasciando un'eredità significativa nella storia dell'editoria e della filologia classica italiana del Settecento.
Scheda
- Autore
- Giovanni Antonio Volpi
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Poesia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 21
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-3294






