
Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. I
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Il libro
Come vedeva Roma il Medioevo, quando la città eterna era ormai solo l'ombra decaduta di se stessa eppure continuava a esercitare un fascino sconfinato sull'immaginario collettivo? Arturo Graf, docente di Storia comparata delle Letterature romanze a Torino, ricostruisce in questo primo volume il modo in cui cronisti, poeti e pellegrini medievali reinventarono la memoria dell'Urbe, tra leggende su Cesare e Pompeo, monumenti trasfigurati in prodigi e un'immaginazione popolare che trasformò le rovine antiche in teatro di meraviglie. Attingendo a cronache latine, testi volgari e tradizioni orali spesso dimenticate, Graf svela come il mito di Roma caput mundi sia sopravvissuto proprio grazie alle distorsioni fantastiche di un'epoca che non poteva più comprenderne la grandezza reale ma non smise mai di sognarla. Un classico della storia culturale italiana, ancora oggi fondamentale per chi studia la fortuna dell'antichità nel Medioevo.
L’autore
Nato ad Atene nel 1848 da padre tedesco e madre italiana di Ancona, Arturo Graf ebbe un'infanzia segnata da continui spostamenti: dalla Grecia a Trieste, poi in Romania dopo la morte del padre, fino al rientro definitivo in Italia nel 1863, quando frequentò il liceo a Napoli seguendo le lezioni di Francesco de Sanctis. Laureatosi in legge nel 1870, si dedicò per un periodo al commercio prima di intraprendere la carriera accademica: ottenne la libera docenza in Letteratura italiana e insegnò a Roma, per poi trasferirsi definitivamente nel 1882 a Torino, dove tenne la cattedra di letteratura italiana come professore ordinario fino al 1907. Nel 1883 fondò insieme a Francesco Novati e Rodolfo Renier il Giornale storico della letteratura italiana. Poeta, aforista e critico letterario, la sua opera in versi, da Medusa a Rime della selva, riflette un'atmosfera cupa di ispirazione medievale, attraversata da meditazioni sulla morte e da un progressivo avvicinamento al simbolismo religioso dopo il lutto per il suicidio del fratello Ottone nel 1894; a questa fase risale anche il suo unico romanzo, Il riscatto (1901). Studioso rigoroso, si occupò a lungo di simbologia medievale e di storia letteraria. Morì a Torino nel 1913.
Scheda
- Autore
- Arturo Graf
- Collana
- I Sempreverdi
- Genere
- Storia
- Testo
- Integrale, in lingua italiana
- Pagine
- circa 397
- Formato
- 14 × 20 cm, brossura, copertina illustrata a colori
- Editore
- Edizioni Athena
- Codice
- ETH-CHL-2279






